zero space

Seme dorato.
Nell’ostentazione fugge il mio io. Apro un ombrello, mi riparo dall’illusione. Non sono solo, rispecchio un colore umano, qualche ammaccatura sparsa, brilla luce non riflessa. Guardo dallo specchio, non capovolgo, leggo, metto in memoria, mi innamoro. Conosco e mi riconosco, nei volti che scelgono le panchine. Cerco di non andare di fretta, faccio e non disfo. Grido soddisfazione quando incontro gratificazione. Vorrei scrivere di una storia, alla fine scorgo un’avventura, mi tuffo, non vado al largo, mi basta nuotare sott’acqua per non vedere il rumore.

Info su installazioni

Symbols, images, continuous reflections, moments that fluctuate over time, words thet open and words that close, breaths which meet in a heartbeat, amplifying the presence standing before the Door, in front of the panorama of all dimensions. Sounds without commas or full stops, absorbing the way ahead, predestined from the first breath of the note, at the achievement of their performance on a stage where everything is present, although not immediately visible, like a plant within a seed, like the life within a glance. I do not speak english, I speak with gestures. Claudio Arezzo di Trifiletti "Conceptual art"
Questa voce è stata pubblicata in futura azione risveglio coscienza, future action awakening consciousness, sıfır boşluq, spazio zero, zero space, μηδενικό διάστημα, ਜ਼ੀਰੋ ਸਪੇਸ e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.