NO ALL’IBERNAZIONE

Mentre parte del mondo patisce la fame, la ricerca tecnologica avanza, richiedendo sempre più contributi per una ricerca folle: l’immortalità. Forse Vi sembrerà eccessivo, ma l’arte cerca di trasmettere quello che oggi è indecente per pochi…, e che domani potrà divenire indecente per molti. Quest’Opera si chiama, No all’ibernazione. Oggi ci sono molti cadaveri ibernati, ogni corpo consuma moltissima energia, quasi quanto un isolato se non di più. La cosa assai più assurda, che quest’opera mi è stata commissionata da un eremita che mi ha tradotto dei passi, di un prete che in letto di morte, ebbe come delle illuminazioni riguardo l’ibernazione, infatti vedeva questi corpi che si svegliavano senz’anima. Occhi gelidi, mostruose creature. Non è un problema di oggi, ma tra un paio d’anni vedrete che faranno un referendum anche per questa assurdità, d’altronde sotto il naso dei nostri nonni ci è stata soffiata l’acqua come bene comune, figuriamoci se già non hanno prestabilito tutto, io ho messo le mani avanti, questo per me significa fare arte, scovare e comunicare in tempi non sospetti.

NO ALL'IBERNAZIONE

NO ALL'IBERNAZIONE

 2010

Info su installazioni

Symbols, images, continuous reflections, moments that fluctuate over time, words thet open and words that close, breaths which meet in a heartbeat, amplifying the presence standing before the Door, in front of the panorama of all dimensions. Sounds without commas or full stops, absorbing the way ahead, predestined from the first breath of the note, at the achievement of their performance on a stage where everything is present, although not immediately visible, like a plant within a seed, like the life within a glance. I do not speak english, I speak with gestures. Claudio Arezzo di Trifiletti "Conceptual art"
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