2013 C

 CHE DA OGNI DOLORE POSSA NASCERE AMORE

war refugees

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drops of ocean

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tribus

tribus

Viviamo nell’esaltazione del male. I giornali, le televisioni creano programmi, tramano film, scrivono storie che infondono paura, rabbia. Se credi nella tua bandiera, elogiandola all’estero attraverso il tuo percorso, nessuno ne parla, se calpesti la dignità, la prima pagina è tua. Sistema avariato: Quando ascolto, leggo, vedo, sento proprio un mondo avvolto dal nulla. Chi più ne ha, più ne metta, questa è rabbia da senza testa, tutti a criticare, tutti a sparlare, tutti a scoraggiare, mi chiedo ma che mondo è questo? No, non ci credo, non credo a quello che vedo, a quello che sento. Sembra quasi che il nostro futuro dipenda da quattro mediocri che affamati di potere, si rifugiano in giochi così meschini da voler nascondere lo sbriciolamento della propria torre. Nell’intimo, ogni volta che esco, provo a capire, ma poi ci rinuncio. Inaudito che ancora sopravviva l’attenzione per l’apparenza, io sono, io faccio, io compro, io valgo, io, io, io, e poi se arrivi alla radice, il pensiero base non è poi così distante da tutto ciò che si professa combattere. Si è vero, sono tempi difficili, ma anche ieri erano tempi difficili, forse molti dormivano, e ora si ritrovano presi dalle bombe. Se c’è una cosa di cui l’Italia può essere fiera, a mio avviso, è di non fare rivoluzione, di non abboccare, di non creare una reazione che alimenti ancora più il male. Nel mio vedere, le rivoluzioni se non ben costruite, oltre a fallire, creano ancor più presenza, di marciume, giustificano l’acquisto di armamenti, ecc.ecc. Credo invece, che dal singolo debba partire una conferma di unione, è facile arrabbiarsi con tutto ciò che ci circonda, troppo facile, eppure già da tempo, partendo da singole amministrazioni, fino ai vertici del mondo, è chiaro un pensiero: In questo mondo siamo in molti. Una volta facevano scontrare popolo con popolo, manipolati prima i leader per un’idea di principio, mandavano a uccidersi fratelli contro fratelli. Oggi questo è più difficile, il mondo ha preso consapevolezza dei risultati della guerra, tutti sono sfavorevoli, nonostante i grandi monumenti ai caduti. Non scrivo fantascienza, scrivo solo una personale visione, forse anche cara, per il mio vivere. Odio porta odio, non importa poi a chi lo scarichiamo, al nostro vicino, o una causa distorta. L’odio è l’immondizia più difficile da smaltire, non bastano differenziate a contenere la trasformazione che interviene a chi lo professa. Triste anche poter prendere un caffè, senza che nessuno provi a ferirti, ancor più triste e vederne le cause. Continuo ad ascoltare il vento, sentire la pioggia, augurando il meglio a tutti, non dimenticando che il giudizio verso il prossimo, a volte riflette proprio noi stessi. Non nascondo assolutamente di pronunciare tutto il positivo che risiede nel vivere, e allo stesso tempo distacco da un mondo che giorno dopo giorno, diventa sempre più incauto, scorretto, e frustrato da folli aspettative. Per tutti quelli che pronunciano rivoluzione, iniziatela interiormente, che ognuno possa pensare ai propri errori, ho una gran fede, tutto si paga, sangue e rabbia non portano bene, amore e pace, anche nei momenti più sfavorevoli, testimoniano la vera forza che alloggia nella nostra persona.

mettere in ordine "put in order"

mettere in ordine "put in order"

Questa mattina riflettevo se il mio vero obbiettivo fosse quello di consigliare, la risposta forse più aderente al mio essere, forse è quello di condividere. Condividere tutto, dalla scoperta alla conoscenza, non avere eccessivi segreti, se non condivisi, forse condivisione dell’intimo, tradotto visione pubblica. L’humus dei mie scritti nasce proprio dall’esigenza di raccontare la visione attraverso l’arte. Ho appreso il giusto per quello che ho voluto vivere, per quello che mi permetteva di mantenere dei canoni di libertà. Quando ho incontrato, mi sono interfacciato, non volendo insegnare, ma semplicemente mostrando una via. La strada da me intrapresa, è un sentiero dove anche le cose apparentemente immobili, esprimono un’idea, un divenire per quello che permette di continuare a respirare attraverso l’immaginario collettivo. Non sento pensieri estremisti, mi sono abituato a trovare, dentro le gallerie d’arte, i punti mille, dentro i locali storici, i club privè. Una cosa però non mi vuole garbare, è l’avidità dei proprietari d’immobili vari. Credetemi, assicuro nessuna rivendicazione contro nessuno, anzi un invito rivolto a tutti coloro, che credono in una comunicazione, che può essere veicolata, anche attraverso di un cesto di frutta, ma organizzato con amore. Avidità perché? Perché la maggior parte hanno permesso che l’inquilino chiudesse bottega, senza poter trovare accordo alcuno, molti sono stati i casi a mio avviso, ma ognuno con le proprie ragioni, non oso sindacare. Però io sento avidità, a non riconoscere anche riconoscenza nei confronti di quei mattoni che hanno dato alloggio alle sicurezze dei proprietari. Mentre vedo solo avidità, non c’è bottega sfitta con dentro  semi di fallimento, un aspro frutto, lasciato andare a folli richieste.  Mi piacerebbe se un giorno, ci fossero vetrine che infondessero coraggio, amore, e ancora molta voglia di fare.

P.S: Se hai delle vetrine, non lasciarle appassire.

semi magici - magic seeds

semi magici - magic seeds

silent please

silent please

Savonarola: La mia famiglia, non ha il mio stesso cognome, ma la incontro per strada.

Savonarola: La mia famiglia, non ha il mio stesso cognome, ma la incontro per strada.

the art of small things

the art of small things

“Catania città da sentire in mezzo alle strade”

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Le dame si baciano

Le dame si baciano

un sogno nel cassetto

un sogno nel cassetto

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